MakerFaire 2018: Acmecubo e la Cultura Digitale

Cultura digitale e innovazione saranno protagoniste dal 12 al 14 ottobre 2018 Roma, in corrispondenza  dell’evento di innovazione più importante d’Europa: il MakerFaire Rome – The European Edition. In occasione della manifestazione noi di Acmecubo vi mostreremo come oggi è possibile far nascere Musei 2.0 anche nel nostro paese, una fusione perfetta tra le innovazioni tecnologiche in ambito digitale e le nove necessità di una cultura che si evolve.

Il nostro obiettivo è quello di insegnare nuovi approcci agli operatori del settore culturale, in un viaggio tra il “passato“, rappresentato da opere spesso chiuse in teche museali, e il “futuro“, con nuove tecnologie e applicazioni all’avanguardia da poter utilizzare per dare nuova luce ai tesori culturali italiani.

I corsi di formazione digital di Acmecubo sono rivolti ad operatori del settore culturale, sull’utilizzo delle nuove tecnologie, soprattutto in ambito digital 3D. Promoviamo inoltre  corsi per scuole e per appassionati che non appartengano al settore Beni Culturali.

Durante l’evento ci troverete presso il Padiglione 4, Stand C10.

Quali sono le nuove tecnologie utilizzabili nel panorama della Cultura Digitale?

Il percorso di innovazione definito Cultura Digitale parte dal processo di “Digitalizzazione delle Opere Museali” tramite l’utilizzo degli scanner 3D o delle tecniche di fotogrammetria. Prosegue  con la modellazione ed il restauro virtuale, e si completa con la stampa 3D dei modelli digitali.

Possiamo riassumere velocemente il lungo processo “Digital Culture 2.0” nei seguenti 5 passaggi:

  • Scansione Digitale
  • Modellazione Virtuale
  • Restauro Digitale
  • Sistemi di Presentazione Innovativi
  • Stampa 3D di repliche certificate

cultura digitale musei 2.0Abbiamo estrapolato alcune frasi significative dell’Ing. A. Compagnoni, frasi che rappresentano il messaggio promosso dalla AcmeCubo: ” Si possono creare modelli virtuali, ricostruirli e restaurarli virtualmente anche nel colore originale … Le nuove tecnologie permettono di creare database digitali e di stampare in 3D le opere scansionate, in modo da poter essere utilizzate attivamente nella didattica. Questa si apre anche ad attività sociali per non vedenti ed ipovedenti, realizzando repliche fedeli ed accessibile a tutti, preservando allo stesso tempo il reperto originale”.

Altro strumento molto importante è rappresentato dalla Piramide Olografica Akhenaton, ultimo ritrovato in grado di riprodurre reperti tramite olografia e, dove si necessita, inserirli virtualmente nel loro contesto originario. Possibile è anche l’interazione con questi modelli virtuali, tramite un sistema di riconoscimento di gesti studiato ad hoc e realizzato dalla stessa Acmecubo.

Conclusioni

Tutti gli elementi descritti hanno come obiettivo quello di arricchire l’offerta museale e portare a nuova luce quegli oggetti che troppo spesso restano obbligati all’interno delle vetrine dei musei.

L’olografia e la stampa 3d permettono lo sviluppo di quella Cultura Digitale che magari, un giorno, sarà in grado di far vivere a pieno le nostre opere d’arte.

Per ulteriori approfondimenti potete visitare la nostra sezione dedicata alla cultura 2.0.

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Alessandro Panza
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