Restauro di opere stampate in 3D: Il Museo 2.0

Prima di parlare di Stampa 3D e di Restauro dobbiamo fare una piccola premessa.

Negli ultimi anni la tecnologia ha fatto enormi passi avanti anche in ambito “Beni Culturali”. Si pensi ad esempio alle nuove opportunità generate dalla tecnologia 3D, tra cui:

  • Scansione
  • Modellazione
  • Restauro Digitale
  • Stampa 3D
  • Restauro Reale
  • Metodi presentazione innovativi come la Piramide Olografica.

L’utilizzo delle nuove tecnologie ha ampliato il ventaglio di offerte che oggi i musei, e le mostre private, possono presentare ai propri visitatori, riportando così ogni oggetto al suo antico splendore.

In questo articolo tratteremo del Restauro di opere stampate in 3D, e di come questo può riportare le opere del passato a nuova vita. Iniziamo quindi introducendo la Stampa 3D e i suoi vantaggi.

Stampa 3D

La Stampa 3D ci permette di creare un oggetto tridimensionale partendo da un modello 3D digitale. Solitamente il modello da stampare può essere creato da zero con software dedicati, oppure può essere il risultato di uno o più scansioni . Questa tecnologia è nata nel 1986  con la pubblicazione del brevetto dell’ingegnere  statunitense Chuck Hull, cofondatore della società 3D System.

Non ci soffermeremo sul processo di stampa 3D, ma andremo a scoprire come questo servizio apra nuove possibilità in ambito culturale. Pensate a quante cose si potrebbero fare:

Stampa 3D di opere d'arte

  • riproduzione in miniatura di opere maestose;
  • trasporto fisico di riproduzioni a costi molto contenuti;
  • possibilità di interazione diretta con l’oggetto;
  • possibilità di percorsi didattico – formativi;
  • possibilità di avere in casa la riproduzione della nostra opera storica preferita;
  • possibilità di toccare la storia con le proprie mani;
  • riduzione della possibilità di danneggiamento delle opere;
  • possibilità di completare opere incomplete o parzialmente integre;
  • ecc ecc

Ovviamente la qualità della stampa dipende molto dalle tecnologie utilizzate: con le stampanti a resina si riesce a raggiungere livelli di precisione nei dettagli nell’ordine dei micron; con quelle a filamento la qualità è decisamente diversa, peggiore, ma il costo finale della stampa è inferiore.

Come sappiamo le opere museali non possono essere toccate, hanno elevati costi di trasporto derivanti dalla necessità di assicurare l’oggetto, sono delicate e molto fragili. Purtroppo per questi, e molti altri motivi chi entra nel museo o in una mostra deve limitarsi ad osservare l’oggetto a distanza, senza poter interagirvi in nessun modo.

Se ci fosse la possibilità di toccare con mano gli oggetti? Se i non vedenti avessero la possibilità di scoprire l’oggetto che hanno davanti? Se si potessero restaurare questi oggetti per trasformarli in una replica fedele dell’originale? Se i bambini potessero apprezzare la storia toccandola con le loro mani?

Tutte queste ipotesi, una volta impensabili, si sono tradotte oggi in realtà grazie all’enorme diffusione della tecnologia 3D. Per le riproduzioni di opere museali, dopo il processo di stampa e polimerizzazione, segue quello di Restauro.

Restauro

Il restauro è un’insieme di attività manutentorie volte a conservare, recuperare o ripristinare opere d’arte, strutture architettoniche, manufatti, ecc ecc. Nell’ambito dei Beni Culturali è quindi un’attività molto importante, ma anche molto complicata se si pensa al valore di alcune opere d’arte (valore non solo economico).

Questa attività può essere:

  • reale : se il restauro avviene su un oggetto reale o tridimensionale, quindi su un oggetto fisico;
  • digitale : se il restauro avviene a livello digitale, quindi scorporato dalla fisicità dell’oggetto.

il restauro delle opere d'arte

Il restauro reale deve quindi essere fatto su un oggetto reale, un oggetto che si può toccare, e può essere realizzato sia su un’opera originale sia su una copia dell’opera originale. In questo senso l’attività di restauro avrà tempi e costi differenti, rischi diversi e ovviamente necessiterà di differenti autorizzazioni. Restaurare un’opera d’arte originale è un’attività molto laboriosa e complessa, un’attività che deve passare attraverso diversi intermediari e attraverso alcune subattività:

  • Le richieste di autorizzazione per prelevare l’oggetto dal museo;
  • La ricerca di restauratori professionisti;
  • I tempi di risposta delle aziende pubbliche, qualora non fossero oggetti di collezioni private;
  • I rischi che si potrebbero incontrare nel trasporto dell’opera;
  • Le assicurazione che vanno stipulate prima di potere esaminare l’oggetto;
  • La meticolosità nell’utilizzo di determinate apparecchiature che non rovinino l’opera originale;
  • Ecc ecc.

Il restauro di una copia dell’opera originale è ovviamente un’attività più rapida, meno rischiosa e quindi meno costosa. Solitamente questo avviene nel momento in cui si decide di creare una copia fedele in tutto e per tutto all’originale, senza però rischiare di rovinare l’opera museale. In base al tipo di stampante e al materiale di stampa utilizzato si avranno risultati diversi in termini di qualità, di precisione, di rifinitura nei dettagli e ovviamente di costo.

Confronto tra statuetta originale e copia restaurata

Pensiamo a quanti usi si potrebbero fare di oggetti del genere:

  • Gadgettistica;
  • Studio dell’opera fuori dalla teca museale;
  • Trasporto agevolato;
  • Attività formative per progetti con bambini o con disabili (es. non vedenti);
  • Possibilità di esporre una stessa opera in due postazioni fisiche anche distanti tra loro;
  • Ricostruire parti mancanti, fornendo un parallelo tra come è l’opera e come dovrebbe essere;
  • Ecc ecc.

Non siamo lontani dalla possibilità di sviluppare dei “musei 2.0”, la Acmecubo ha già creato diversi progetti e sviluppato diverse istallazioni per vari musei e mostre che si stanno orientando al futuro.

Conclusione

L’obiettivo è quello di dare una nuova luce alle opere d’arte, riportarle al loro antico splendore per dare la possibilità a tutti di ammirarle. In un momento storico in cui si stanno avviando processi di digitalizzazione e innovazione diventa fondamentale anche per i Beni Culturali rimanere al passo con i tempi. Questo non significa reinventare i musei da zero, bensì sviluppare nuove opportunità di diffusione della cultura, diversa e più interattiva, al passo con i tempi, una cultura che potremmo definire “Cultura2.0”. Il passato ed il presente devono fondersi insieme per muoversi verso il futuro, un futuro in cui è fondamentale valorizzare la nostra storia, anche tramite le infinite opportunità che ci offrono le nuove tecnologie.

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Alessandro Panza
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