Forni di polimerizzazione a confronto

Ci sono state fatte moltissime domande riguardanti la polimerizzazione e i forni di polimerizzazione, ma navigando su internet abbiamo scoperto che manca una guida all’acquisto, o comunque un riferimento su cui basarsi per acquistare un forno di polimerizzazione.

Proprio per questo motivo in questo articolo mettiamo a confronto vari forni di polimerizzazione,  presenti sul mercato, e evidenziamo i vantaggi di ognuno. I dati sono stati presi dalle schede tecniche dei vari prodotti e sono stati aggregati in una tabella riepilogativa che troverete alla fine dell’articolo, paragrafo 7.

I forni presi in esame sono stati prodotti da:

  • DWS
  • Formlabs
  • Pidental
  • Obodent
  • Eurocem
  • Meccatronicore
  • Acmecubo

Le caratteristiche su cui indagheremo e i vari parametri su cui avverrà il confronto, saranno:

  1. Frequenza di Emissione;
  2. Consumo Elettrico;
  3. Temperatura di Esercizio;
  4. Massa della Macchina;
  5. Dimensioni Totali & Dimensioni Camere Interne;
  6. Timer;
  7. Prezzo.

Questi sono i parametri basilari reperibili all’interno del materiale informativo dei forni di polimerizzazione a raggi UV, presenti sul mercato. Viste le numerose richieste, noi abbiamo voluto mettere insieme questi dati, per poterli valutare ai fini di una corretta polimerizzazione per applicazioni professionali e industriali. Per approfondimenti sul tema della polimerizzazione potete consultare i seguenti articoli:

Per ognuna delle variabili sopraindicate stileremo una classifica fatta da tre posizionanti (1-2-3), per ognuno dei quali sarà assegnato un punteggio (3 punti al 1°, 2 punti al 2° ed 1 punto al 3°).

1. Frequenza di Emissione

Per la maggior parte delle resine fotosensibili la polimerizzazione avviene a frequenze che si attestano intorno ai 405 nm, anche se contemporaneamente esistono resine o compositi che vengono polimerizzati a frequenze maggiori. In questo senso tutti i forni presi in analisi (quelli di cui si hanno dati) vengono accomunati dal fatto di utilizzare frequenze di emissione corrette per una giusta polimerizzazione. Volendo creare una classifica potremmo inserire i tre forni che abbracciano un maggior spettro di emissione:

  1. Obodent          3 punti
  2. Pidental          2 punti
  3. Acmecubo      1 punto

I primi due sono forni di polimerizzazione realizzati specificatamente per laboratori odontotecnici, mentre quello di AcmeCubo è un forno di polimerizzazione realizzato per stampanti 3D in resina, resine medicali e compositi dentali. Sul piano del prezzo, tra questi tre forni, Acmecubo viene venduto al prezzo più basso, circa 750€ + iva, mentre gli altri due forni sono quasi equivalenti e superano entrambi i 1000€ + iva. Anche il forno della Formlabs viene venduto ad un prezzo inferiore ai 1.000€, tuttavia lo spettro di frequenze emesse è molto più ristretto rispetto agli altri.

2. Consumo Elettrico

Una variabile molto interessante, da tenere sott’occhio quando si acquistano prodotti tecnologici è il consumo elettrico. Così come per i vari elettrodomestici (frigoriferi, lavastoviglie, ecc) anche i forni di polimerizzazione possono influire sul consumo elettrico del nostro ufficio o del nostro laboratorio, per questo dovremmo orientare le nostre scelte su consumi che non sovraccarichino la nostra rete elettrica. Come potete vedere dall’immagine sopra, i vari consumi possono variare da poco più di 50W a quasi 1300W, una notevole differenza che va considerata al momento dell’acquisto. Da questo punto di vista i tre migliori forni risulterebbero:

  1. Obodent     3 punti
  2. DWS            2 punti
  3. Acmecubo  1 punto

Dobbiamo però sottolineare diversi aspetti che riguardano questi forni di polimerizzazione. Mentre i primi due hanno una massa che supera i 10 Kg ed un prezzo che supera nettamente i 1000€ + IVA, UVen ha un peso decisamente inferiore ai 10 Kg e un costo nettamente inferiore, 750€ + IVA.

3. Temperatura di Esercizio

Una corretta polimerizzazione avviene solitamente tra i 40° e i 60°, ma la temperatura può variare sia in funzione della composizione chimica delle varie resine, sia in funzione del tempo di esposizione. Possiamo affermare che per temperature al di sotto dei 40° il processo di polimerizzazione ha difficoltà ad iniziare. In questi casi, non è garantito che la struttura interna dell’oggetto da polimerizzare raggiunga le caratteristiche ottimali di durabilità e resistenza che potrebbe raggiungere a fine trattamento. La polimerizzazione potrebbe non avvenire o avvenire solo parzialmente, con risultati di basso livello di qualità. Se superiamo i 60° ci sarà un fenomeno di cristallizzazione dell’oggetto, che diventerà molto più rigido, ma contemporaneamente molto più fragile. Il contrario di ciò che desideriamo. A seconda delle applicazioni si possono usare le temperature all’interno di questo range di valori.

Per avere un oggetto di qualità ottimale è fondamentale garantire un’esposizione costante nel tempo ed omogenea nello spazio. Arrivati alla temperatura ottimale per la nostra resina, dovremo solo individuare il tempo di esposizione ed in questo modo avremo un prodotto di livello. Dobbiamo sottolineare in questo senso che eventualmente è preferibile trovarci in una situazione di sovraesposizione, piuttosto che di sottoesposizione; quindi se avete indecisioni o dubbi è sempre meglio lasciare l’oggetto a polimerizzare per qualche minuto in più rispetto che a toglierlo dal forno prematuramente.

Per quanto detto la classifica vedrà:

  1. Acmecubo   3 punti
  2. Formlabs     2 punti
  3. Eurocem      1 punto

4. Massa della Macchina

La massa della macchina (e quindi il peso effettivo) è un elemento molto importante quando si parla di manegevolezza e trasportabilità. Al peso sono legati quindi dei problemi supplementari, ad esempio:

  • Un oggetto troppo grande e pesante risulta creare problemi nel momento in cui questo stesso debba essere spostato o trasferito;
  • Oggetti pesanti hanno costi di trasporto maggiori;
  • Oggetti pesanti hanno più probabilità di cadere o rovinarsi durante il trasporto.

Il tutto ovviamente genera costi aggiuntivi che devono essere considerati al momento della scelta. In base al peso, i migliori 3 forni di polimerizzazione presi in esame risultano essere queli prodotti da:

  1. Meccatronicore   3 punti
  2. Formlabs              2 punti
  3. Acmecubo            1 punto

Ricordiamo inoltre che la variabile “peso” risulta essere importante qualora si disponga il forno su un piano sopra il quale siano presenti altre attrezzature professionali.

5. Dimensioni Totali & Dimensioni Camere Interne

Nella scelta di prodotti professionali risulta essere determinante anche lo spazio di ingombro e la grandezza utile del piano di lavoro. Nel nostro caso parleremo di “Dimensioni Totali” per indicare le dimensioni di ingombro dei forni; e di “Camera Interna” per indicare lo spazio utile in cui inserire i vari prodotti da polimerizzare.

Considerando il fatto che a maggiori dimensioni dovrebbe di regola corrispondere un maggior spazio utile per polimerizzare, la scelta dovrà ricadere sui forni di polimerizzazione che hanno un volume di utilizzo utile maggiore. Se andiamo a considerare solo le dimensioni esterne, i migliori 3 prodotti tra quelli presi in esame risultano essere:

  1. Meccatronicore
  2. Acmecubo
  3. Obodent

Se però andiamo ad analizzare la grandezza delle camere interne, molto più importante ai fini delle lavorazioni, ci accorgiamo che l’ordine cambia:

  1. Acmecubo                 3 punti
  2. Meccatronicore       2 punti
  3. DWS                          1 punto

La grandezza della camera interna è molto importante sia quando si utilizzano tanti oggetti di piccole dimensioni, sia quando si considerano oggetti più grandi e di conseguenza più ingombranti. Risulta quindi fondamentale scegliere un forno di polimerizzazione adatto alle nostre esigenze.

6. Timer

Il tempo di esposizione varia in base al tipo di resina utilizzata per la lavorazione e alla grandezza dell’oggetto da polimerizzare. Per quanto riguarda i vari tipi di timer non abbiamo dati a sufficienza, possiamo però sottolineare che ci sono due forni che hanno un timer potenziale illimitato, e sono:

  1. Acmecubo     3 punti
  2. Eurocem       2 punti

In questo modo si può decidere autonomamente il tempo di esposizione ai raggi UV. Si possono impostare minuti od ore, senza dover ogni volta riavviare il timer da zero.

In questo modo si può ottenere un quadro completo sui vari oggetti che abbiamo polimerizzato, distinguendoli sia per il tipo di resina utilizzato, sia per il tempo di polimerizzazione.

7. Prezzo

Il prezzo è sempre stato una variabile decisiva nelle scelte di acquisto dei consumatori. Ovviamente si cerca sempre di ottenere il rapporto Qualità/Prezzo migliore possibile, ma spesso le nostre scelte sono influenzate in maniere preminente dal costo di acquisto di un prodotto. Ovviamente tutti i forni che abbiamo analizzato sono forni professionali (anche se poi hanno differenze tecniche che rendono alcuni migliori di altri). In questo senso possiamo però stilare una classifica basata sul prezzo di acquisto:

  1. Acmecubo      3 punti
  2. Formlabs        2 punti
  3. Eurocem         1 punto

 

Conclusioni sui Forni di Polimerizzazione

Acmecubo risulta avere il forno di polimerizzazione più economico esistente sul mercato, ma non per questo di qualità inferiore agli altri, anzi è un forno professionale con dettagli rifiniti con stampa 3D. Avendo analizzato le varie caratteristiche di tutti i forni presi in esame, possiamo affermare che anche a livello qualitativo e professionale UVen by Acmecubo risulta essere una delle scelte migliori. Ha conquistato il podio in quasi tutti i campi analizzati e la classificazione è stata fatta su valori reali e misurabili.

Classifica Finale:

  1. Acmecubo                      15 pt
  2. Obodent e Formlabs        6 pt
  3. Meccatronicore                 5 pt
  4. DWS                                    3 pt
  5. Pidental                              2 pt

 

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Alessandro Panza