Startup: consigli utili per iniziare da zero

Aprire una startup innovativa non è cosa semplice. Soprattutto se è la vostra prima volta.

Noi ci siamo passati e vogliamo raccontare cosa abbiamo imparato. Nella nostra esperienza abbiamo contato almeno tre elementi necessari per poter arrivare ad aprire una startup, o almeno per aiutarvi nel percorso che vi aspetta. Cosa serve? Cervello, cuore e fegato, senza contare tutto quello che sta intorno. E ricordate, non siete supereroi. Fatevi aiutare. Condividete i vostri pensieri.

 

Cervello significa avere la testa sulle spalle. Pensare accuratamente a tutto e poi pensarci ancora. Costruitevi sempre delle alternative, il famoso “piano B” e se riuscite il “piano C”, per tutto. Vi aiuterà ad affrontare velocemente gli imprevisti, che saranno tanti. Spesso, riflettere di nuovo sulle vostre conclusioni fa scoprire aspetti a cui non avevate pensato. Raccontate le vostre idee a più persone e scoprirete che le vostre convinzioni devono essere consolidate. Raccogliete i pareri di chi è più esperto di voi o di chi sta facendo esperienze simili alla vostra. La pluralità di vedute può aiutare molto.

Cuore significa essere appassionati. Fatevi trascinare dall’amore per la vostra idea. Perfezionatela e contagiate gli altri con la vostra passione. Fategli capire qual è il valore aggiunto unico della vostra idea. Vi aiuterà a capire cosa serve per renderla ancora più accattivante agli occhi di un cliente. Quando pensate di aver risposto ad ogni domanda, cercate ancora un motivo originale in più per cui agli altri dovrebbe piacere la vostra idea. Siate entusiasti. State facendo qualcosa che vi piace, non un normale lavoro.

Fegato significa avere coraggio. Ce ne vuole molto, soprattutto se è la vostra prima volta, o se dovete lasciare un lavoro sicuro per dedicarvi a tempo pieno ad un’idea che non da ancora tante certezze. Sappiate essere coraggiosi nelle vostre scelte. Dopo aver pensato a tutti i dettagli, non indugiate e partite. Ci sarà sempre qualche incertezza che vi spingerà a rinviare una decisione, ma sbaglierete a farlo. Se la vostra analisi è completa, siate impavidi. Non c’è nessun altro che conosce la vostra idea meglio di voi e che può riuscire a garantirle successo.

Il nostro percorso lo abbiamo iniziato da soli e per due anni siamo andati avanti così. Poi ci siamo resi conto di aver fatto tutto quello che potevamo e che ogni altro sforzo o riflessione non ci avrebbe portato a sostanziali miglioramenti.Bic Lazio Nel guardarci intorno, dopo aver incontrato vari personaggi che ci hanno vivamente scoraggiato a proseguire, abbiamo quasi casualmente scoperto lo Spazio Attivo BIC Lazio di Roma Tecnopolo (ITech). Una struttura della Regione Lazio, che garantisce supporto per lo sviluppo di piccole e medie imprese e startup innovative, che siano capaci di presentare progetti credibili e ritenuti validi. Se siamo riusciti a costituire la nostra startup lo dobbiamo anche a loro.

Durante il nuovo percorso, in compagnia di BIC Lazio, abbiamo capito che per creare una società che punti al successo è fondamentale: avere idee chiare, disporre delle risorse necessarie per la sostenibilità dell’impresa, avere un mercato e soprattutto sapere come penetrarlo.

Per quanto avessimo pensato di aver chiarito a fondo tutti gli aspetti del progetto, BIC Lazio ci ha spesso fornito altri punti di vista. Di chi ha già fatto questa esperienza e visto e aiutato a sviluppare molti altri progetti imprenditoriali. Con essi abbiamo ripensato tutto, riorganizzando la nostra idea secondo schemi diversi. Abbiamo preso dimestichezza con il Business Canvas Model, la Javelin Board e tante altri strumenti utili ad analizzare e a chiarire gli elementi chiave del nostro progetto.

Poi, ci hanno fatto riversare il nostro Business Plan su un altro modello, completamente diverso. All’inizio credevamo di perdere tempo, ma vennero alla luce molti altri aspetti, non analizzati o gestiti prima, che richiedevano di essere affrontati e approfonditi. 

Giunti all’analisi del budget, il BIC Lazio ci ha chiesto di ridurre i costi al minimo. Sebbene questa richiesta, dopo tutte le approfondite analisi fin lì eseguite, ci fosse sembrata destinata a fallire, siamo invece riusciti a tagliare di tre volte il totale dei costi di avviamento. Questo risultato straordinario ci ha concesso gradi libertà in più nel gestire l’eventuale finanziamento da istituti bancari.

Il BIC Lazio è stato fondamentale anche nella ricerca di bandi e incentivi che potessero aiutare finanziariamente la nostra startup nella sua fase di avvio.

Oggi, grazie alla drastica riduzione dei costi e agli incentivi trovati, siamo riusciti a renderci autonomi dai finanziamenti bancari e riusciremo a partire con le sole nostre risorse.

Importanza di trovare clienti

Infine, senza un mercato, non c’è idea brillante che tenga. Perciò, trovare clienti dovrà diventare la vostra prima preoccupazione. In questo abbiamo trovato grande utilità nel compiere il nostro percorso in un contesto, come lo Spazio Attivo BIC Lazio di Roma Tecnopolo (ITech), pieno di startup, potenziali clienti o partner, a loro volta in contatto con altri potenziali clienti o addirittura con interi nuovi mercati.

Il networking è quindi fondamentale per trovare la chiave di accesso ai nuovi clienti. Promuovete attività di Lead Generation, ma sappiate che avrete bisogno di supporto strategico e organizzativo (servizi, logistica,etc.), se non siete esperti del settore.

In conclusione, quello che abbiamo qui brevemente descritto è un percorso lungo e complesso, cosparso di ostacoli ed imprevisti. Ma non bisogna per questo demoralizzarsi. Si troverà lo slancio per andare avanti comunque con entusiasmo e si verrà ripagati dalla propria pervicacia. Ma soprattutto, ricordate: occorre trovare compagni di viaggio competenti e affidabili: il viaggio sarà più semplice oltre che più piacevole e istruttivo.

Grazie al supporto di BIC Lazio e a tutti quelli che ci hanno aiutato a realizzare questo sogno.

 

AcmeCubo Srl è una startup innovativa che migliora i processi di lavoro industriali e professionali, offrendo nuove metodiche e promuovendo l’uso di tecnologie digitali.

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Alessandro Panza